Insalata di pesce in scrigni di limone

Se penso all’estate penso alle cene in giardino con gli amici, le risate e gli abbracci…

Estate per me è relax e semplificazione anche in cucina, ma mantenendo sempre la qualità.

Come riuscirci?

Un’idea molto semplice, veloce e scenografica può essere una buonissima insalata di pesce servita in un limone.

Un’idea perfetta sia per le cene con gli amici che per coccolarmi un pochino (che non ci fa male eh?!?!)

Una ricetta a prova di imbranato in cucina, praticamente è più difficile cuocere un uovo sodo che preparare questa ricetta!!!!

Quindi niente scuse!!!!!

INGREDIENTI

(Per 2 persone)

100gr insalata di pesce, se la prendete già pronta prendetela senza condimento!

1 limone bio e senza trattamenti

100gr insalatina da taglio

8 frutti di bosco

Olio evo

Prezzemolo

Sale

Pepe

Succo di limone

PROCEDIMENTO

Mettiamo a cuocere l’insalata di pesce facendola bollire almeno 15 minuti ( a me piace bella soda)

Intanto tagliamo a metà un limone e lo svuotiamo tenendo da parte il succo.

Scoliamo l’insalata di pesce e la condiamo con olio evo, sale, pepe e prezzemolo.

Condiamo l’insalatina da taglio con succo di limone, olio evo e sale e ci aggiungiamo i frutti di bosco.

Prendiamo la metà del limone e lo riempiamo con l’insalata di pesce

Impiattiamo e… BUON APPETITO!!!!!

Avete visto????

È proprio semplice! ?

Tagliolini cacio e pepe con cozze

Avete presente questa aria di primavera!?

Questa aria che ti fa avere un languorino alle 12:00 e alle 13:00 sbranereste un vitello!?

Ecco!!!!

RULLO DI TAMBURI ?????

Ho la ricetta per voi!!!!!!

Una ricetta che ci metterete più a mangiare che a preparare!!!!!

Cosa ci serve!?

INGREDIENTI (per 2 persone)

Tagliolini 200gr

Pecorino 5 cucchiai ( se il sapore lo ritenete troppo forte potete fare la metà e aggiungere parmigiano, ma io sono contraria e non ve l’ho suggerito)

Pepe in grani con macinino

Cozze 500gr con guscio o 200gr sgusciate (perché ve le siete preparate prima, non perché non avete comprato quelle fresche)

Acqua di cottura

Sale

PROCEDIMENTO

Premettendo che le cozze siano fresche la parte più noiosa sarà proprio questa… pulitele e fatele aprire in un tegame. Appena sono pronte sgusciatele e filtrate l’acqua rimasta.

Intanto mettere a bollire l’acqua, mettendo quando bolle il sale, per la pasta e in una padella antiaderente far tostare il pepe macinato al momento.

Con l’acqua filtrata delle cozze andiamo a mescolare il pecorino finché non diventa una cremina.

Scoliamo i tagliolini e ci teniamo un mestolo d’acqua di cottura.

Mantechiamo i tagliolini con la crema e se vediamo che è troppo densa aggiungiamo il mestolo messo da parte.

Mantechiamo e impiattiamo aggiungendo le cozze al naturale e il pepe e…

BUON APPETITO ????

Risotto Ninfea

Partiamo dal presupposto che il mio rapporto con il riso è fatto di Odio e Amore.

Odio per motivi prettamente personali tipo incarognirmi con persone che lavorano con il riso, e naturalmente dimostrando la mia proverbiale maturità, odiare riso, gallette e affini… che è sta roba brutta????

Amore perché è uno degli alimenti più poliedrici che conosca. Lo puoi usare in tutte le portate, se sei bravo puoi costruirci un menù intero sopra…

Amore perché può essere lavorato in tanti modi è servito in molteplici forme.

Puoi copparlo (con le dovute modalità, ovviamente, perché se mi coppi un risotto io te lo metto per cappello)

Puoi servirlo all’onda.

Puoi tostarlo.

Puoi farlo diventare un sostitutivo del pane.

Puoi farlo diventare un invitante dessert.

Puoi farlo diventare ciò che vuoi… e io l’ho fatto diventare un bel risotto ninfea…

La preparazione è semplice, neanche troppo elaborata… Sono persino riuscita ad intagliare le foglie del cavolo rosso, che normalmente faccio diventare tutte le foglie intagliate come alberi di Natale… quindi non avete scuse!!!!!

Un risotto versatile e dall’effetto WOW!!! Può essere usato sia come primo piatto sia come un mono porzione in un buffet grazie alla foglia di cavolo rosso che lo racchiude. Con le dovute accortezze questo primo andrà bene anche per i vegani. (versione mono porzione)

Ingredienti (per 4 persone)

  • 320 gr di riso di tipo Carnaroli
  • 1 cavolo cappuccio
  • 1/2 cipolla
  • Brodo vegetale qb
  • Olio evo qb
  • Sale qb
  • Pepe qb
  • 20 gr burro
  • 1/2 tazza di parmigiano
  • 1 peperone giallo

Togliere dal cavolo le foglie esterne e disegnare degli archi appuntiti per creare il contorno del fiore e creare almeno 8 corolle. Affettare sottilmente 500gr di cavolo rimanente e sciacquare sotto l’acqua corrente il tutto. Soffriggere intanto la cipolla in poco olio evo fino al suo appassimento, aggiungere il cavolo tagliato, il sale, il pepe e un mestolo di brodo. Dopo averlo fatto cuocere per 10 minuti aggiungere il riso e portare a cottura aggiungendo il brodo al bisogno. Aggiustare di sale e pepe e a fiamma spenta mantecare con burro e parmigiano. Sul piatto sovrapporre due foglie di cavolo sfalsando i petali e mettere il risotto al centro delle due corolle. A piacere ricavare i pistilli dal peperone giallo.(sessioni di shooting fotografico, ma fidatevi erano più le risate che altro ?)

Pappardelle di farro con cavolfiore e pancetta

Oggi è primavera!!!!

Oggi dovrebbe splendere il sole e dovrei sentire gli uccellini cinguettare!!!!

Ma piove, piove piove ?????

Quindi presa dallo sconforto ho iniziato a guardarmi in giro cercando uno spunto per allietarmi almeno il pranzo… apro il frigo e vedo un cavolfiore, apro la dispensa e vedo la farina di farro che neanche ricordo perché l’ho comprata, ho pensato le uova ce le ho, la pancetta o guanciale non mancano mai e allora…

IMPASTIAMO!!!!

Cosa è uscito fuori?

Un piatto che ricorda la terra, ricorda le nostre radici. Il sapore forte del cavolo ben equilibrato dal gusto ruvido del farro.

Un piatto ricco, ma ben equilibrato…volete provare anche voi?

Ci vuole poco e il risultato è eccellente!!!!

Ovviamente solo se nel procedimento canteremo a squarciagola MALEDETTA PRIMAVERA!!!!!

Poi uno si chiede perché piove ??☔️

INGREDIENTI (per 2 persone)

250gr di farina di farro

2 uova

Sale qb

Olio evo qb

2 spicchi di aglio

100 gr di pancetta

1 cavolfiore medio

PROCEDIMENTO

Puliamo e riduciamo a cimette il cavolfiore. Prendiamo una pentola e mettiamo a bollire l’acqua per sbollentarlo.

Appena bolle lo mettiamo a cuocere con un pizzico di sale.

Intanto nella spianatoia (come le nonne ???) facciamo la fontana con la farina di farro e le 2 uova e un pizzico di salee iniziamo ad impastare fino a che non otteniamo un panetto che faremo riposare 20 minuti.

Nel frattempo mettiamo in una padella poco olio evo aglio e pancetta e iniziamo a far sciogliere il grasso della pancetta Appena l’aglio sarà colorito togliamolo e aggiungiamoci il cavolfiore scolato e facciamo ripassare in padella il cavolfiore facendolo insaporire.

Intanto mettiamo su l’acqua a bollire e iniziamo a stendere a mano la sfoglia (??????????) e la tagliamo a pappardelle. Appena l’acqua arriva a bollore aggiungiamo un pizzico di sale e mettiamo a cuocere le pappardelle! (Il tempo è indicativo dallo spessore della vostra sfoglia, ma solitamente 5/7 minuti)

Appena è pronta scoliamo la pasta e la facciamo saltare nella padella con il cavolfiore…

Impiattiamo e…

BUON APPETITO!!!!! ❤️❤️❤️

PS vorrei farvi vedere la meraviglia della ruvidezza della sfoglia…

La farina di farro regala una granulosità è un Sapore spettacolari ❤️❤️❤️❤️

Polpette di patate con sorpresa!

Questa è una ricetta a cui tengo tantissimo per il significato che per me rappresenta, eh si, anche delle polpette come me hanno dei sentimenti eh!?!?

A parte gli scherzi, ho preparato questa ricetta per un evento che due ragazze hanno creato l’anno scorso in tutta Italia…

#nonsibaratta!

È questo lo slogan? Ma cosa non si baratta? La Patata!

Eh si, quella strana, adorata, osteggiata parte del corpo di cui noi donne siamo provviste… e perché questo slogan!? Ancora non capite? (Beati voi)

Perché spesso la “patata” viene richiesta come moneta di scambio nel mondo del lavoro. Il favore sessuale diventa la condizione per ottenere quello che ci spetta di diritto.

“Vuoi vendere il tuo prodotto!? Ma me la dai poi?”

“Sei veramente sprecata per questo ufficio! Tu meriti di meglio! Ti farò spostare! Ma me la dai vero?”

E potrei continuare così all’infinito. Naturalmente non sto dicendo che solo noi donne siamo soggette a simili trattamenti, ma succede nella stragrande maggioranza dei casi, ed è veramente triste e avvilente sapere che tutto ciò accade ancora nel 2018, che dobbiamo ancora considerare se assoggettarci a tali richieste, dato che non tutte hanno la possibilità di rifiutarsi.

Ma dobbiamo sapere tutte che abbiamo la possibilità di non farci sopraffarre, che possiamo prendere tra le mani il nostro orgoglio per dire NO!

Quest’argomento mi ha coinvolta tantissimo, ero partita da una ricetta da pubblicare sul blog, ma poi, grazie alla fantastica Serena Reale, siamo riuscite ad organizzare per il 7 marzo a Roma un bel raduno di persone belle dove urleremo tutte in coro #NONSIBARATTA!!!!

La ricetta che ho scelto è molto semplice, relativamente veloce e buonissima!!!!

Visto che si tratta di un fritto, l’ho accompagnata con un piatto di songino con fiori di carota (perché grasso è bello, ma poi al mare se mi sdraio chiamano Greenpeace ?????) volendo si possono cucinare anche al fornAhahahahahah (avete capito perfettamente, ma si, comunque si può fare).

È una di quelle ricette molto versatili, può essere una cena, ma anche un simpatico finger food se preparate a dimensioni ridotte, adatte per gli aperitivi, ma soprattutto si possono realizzare in versione #glutenfree (visto che da pochissimo ho scoperto che mio figlio maggiore è celiaco).

Ed ecco a voi… la ricetta

POLPETTE DI PATATE CON SORPRESA

Ingredienti per 10 polpette grandi

Patate 1kg

Uova 3

Pangrattato integrale qb

Pangrattato Schar (per le polpette #glutenfree)

Mozzarella 125gr

Prosciutto cotto 2 fette

Olio di girasole per friggere

Procedimento

Mettiamo a bollire le patate, e intanto tagliamo a pezzettini la mozzarella scolandola bene.

Mentre cantiamo Fiorella Mannoia aggiungiamo sale, noce moscata e pepe, quindi schiacciamo le patate.

Finito di schiacciarle (se siete particolarmente arrabbiati usate le mani, vi stancherete e ustionerete così tanto da farvi passare la rabbia ?) aggiungiamo un uovo e mescoliamo il tutto.

Intanto mettiamo il pangrattato in un piatto e 2 uova sbattute in un altro, raccogliamo in una mano un po’ d’impasto e formiamo una pallina, poi con il nostro dit…ino facciamo un buco per infilarci il prosciutto e la mozzarella, e richiudiamo, quindi passiamo la pallina prima nell’uovo e poi nel pangrattato… e andiamo avanti così, fino a terminare l’impasto, o la voglia (nel qual caso potrete usare l’avanzo per preparare un tortino da infornare)

Nel frattempo avremo messo a riscaldare l’olio, aspettiamo allora che arrivi a temperatura. Se non abbiamo un termometro, il sistema è semplice: basta una mollica di pane nell’olio, se sale in superficie è pronto ? (??grazie grazie??)

Appena l’olio è pronto e noi siamo sommerse dalle polpette, possiamo iniziare a friggere: non appena il pangrattato si colorisca sono pronte!!!!! Ed eccole qui… buone più che mai!!!! ?????

Lo stesso procedimento vale per le polpette glutenfree, vi garantisco che mio figlio ha apprezzato!!!!

Ovviamente le ho fatte per i miei bambini e ci ho messo il prosciutto, ma come dice il titolo il ripieno è a sorpresa ???

E come canta la Mannoia…

Siamo così

Dolcemente complicate

Sempre più emozionate, delicate

 

Buona festa della donna❤

 

Ma chi me lo ha fatto fare??? (Ovvero come incasinarsi la vita e non sentirsi mai all’altezza)

Febbraio non è un mese famoso per i cambiamenti, famoso per il carnevale, i dolci e l’amore, ma si sá che io non sono come gli altri e in questo mese ho rivoluzionato la mia vita. Come sapete dopo mesi passati a piangere su me stessa perché non vedevo vie di uscita ed ero immobilizzata nella mia routine ho iniziato a frequentare un corso di Plating Visualfood: 2 lezioni che mi hanno fatto innamorare di questa nuova disciplina e, insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso d’investirci tempo, impegno e denaro.

Ho iniziato a fare il corso fondamenti di visualfood. Quindi è da un mese che due volte a settimana vado a Latina a studiare e a casa riproporre ai miei figli e ai miei amici ciò che studio a lezione…

Ho deciso di puntare sul blog e farlo funzionare davvero coinvolgendo altre persone più brave di me su certi aspetti e diventare veramente professionale e competitiva.

Ho deciso di prendere lezioni di fotografia con un fotografo professionista, perché le foto belle posso uscire, ma le foto BELLE si creano.

Sto facendo tutto questo e sto proseguendo la mia vita di tutti i giorni.

Posto sulle mie pagine di Facebook e su Instagram i miei lavori (sul blog mi ci vuole più tempo perché ho intenzione di dedicarci una sezione a parte) e vedendoli due mie amiche mi hanno chiamato per delle collaborazioni con loro…

e oggi terrò il mio primo corso su tema visualfood e gli animali…

Ho paura, avrò 16 bambini a cui dovrò insegnare e a cui dovrò trasmettere la mia passione, avrò l’onore e l’onere di appassionarli a questo mondo e farlo in modo divertente.

I bambini saranno i miei giudici e si sà che non avendo filtri saranno i giudici più onesti che possano esserci.

Questa notte ho finito i ricettari da regalargli, mi mancano dei taglieri, mi manca ancora la spesa, ho comprato cose inutili e ho paura che sarà tutto un disastro…

Ma questa paura me la porterò sempre dietro lo so…

È la paura di chi sà che ha ancora tanto da imparare, ma oggi finalmente tolgo l’ancora… inizio a mettermi in gioco.

Salpiamo ❤️

(Domani se ne uscirò viva vi racconterò come è andata)

Il buongiorno si vede dal mattino…

Iniziare la giornata discutendo con i tuoi figli, dire e fare ciò che ti eri ripromessa da adolescente di non fare mai, capire che questo è crescere e non c’è storia che tenga ti fa iniziare la giornata veramente male… e quindi che si fa? Ci sono rimedi? Io sono per il “fai ciò che ti piace” e mi sono messa a cucinare un piatto solo per me per coccolarmi un po’, fare pace con me adolescente e con i miei figli…

Cosa ho fatto?

SPAGHETTONE ALLE COZZE SU CREMA DI CANNELLINI

Un piatto voluttuoso, al limite del porno… sono quei piatti per me peccaminosi grazie alla loro materia e consistenza: le cozze che rappresentano il nostro sesso, ciò che racchiude il piacere, che hanno al palato quella carnosità e quel gusto salino che quando le metti in bocca chiudi gli occhi per assaporarle al meglio, gli spaghettoni così sodi e sfuggenti e l’elemento pieno e cremoso dei cannellini che ti riporta a terra.

Il procedimento è un po’ lungo per le cozze, do per scontato che siano fresche, e seppure utilizziamo cannellini secchi, sapendo benissimo che i cannellini nel barattolo di vetro sono buoni uguale…. no, sulle cozze non transigo. FRESCHE!

INGREDIENTI

(Per 2 persone)

100 gr di spaghettone La Molisana

250 gr di cannellini (in vetro o secchi)

1 kg di cozze fresche con guscio ( 500 gr si mangiano mentre le puliamo dal guscio, ovviamente)

Aglio

Peperoncino

Prezzemolo

Sale

Olio evo

Rosmarino

La fame ?PROCEDIMENTO
Puliamo bene le cozze e laviamole sotto l’acqua corrente.

Scoliamo i fagioli e mettiamo a soffriggere aglio, peperoncino, prezzemolo e olio evo. Aggiungiamo i fagioli appena l’aglio si colorisce e facciamo cuocere a fuoco dolce salandoli.

Intanto facciamo aprire le cozze in un tegame molto capiente.

Appena aperte filtriamo la loro acqua di cottura e togliamo le valve.

Le mettiamo da parte e ne lasciamo 3/4 per porzione con le valve per decorazione.

Mettiamo la pentola dell’acqua sul fuoco, e quando bolle mettiamo gli spaghettoni a cuocere. Nel frattempo mettiamo a soffriggere l’aglio e un mazzetto di prezzemolo.

A 3/4 della cottura della pasta scoliamo gli spaghettoni e li mettiamo nella padella dove abbiamo tolto preventivamente l’aglio, aggiungiamo l’acqua filtrata delle cozze e ricopriamo gli spaghettoni.

A fine cottura aggiungiamo le cozze sgusciate, o quelle che sono avanzate, e spegniamo il fuoco.

Riprendiamo i fagioli e ne lasciamo pochi da parte per decorazione, gli altri li ridurremo in crema con il minipimer.

Ora è arrivato il momento dell’impiattamento!!!!

Prendiamo un piatto (scuro è meglio per risaltare la pasta e la crema) stendiamo un velo di crema sul piatto e creiamo un baffo con il cucchiaio dove appoggeremo le cozze con le valve, poi prendiamo un mestolo e il forchettone e arrotoliamo gli spaghetti adagiandoli nel piatto.

Decoriamo con cozze (se sono rimaste) fagioli e prezzemolo.

E…

BUON APPETITO!!!!!Per la cronaca, alla fine ho fatto pace con me stessa e con i miei bambini… perché un buon piatto di pasta aggiusta tutto ❤️

Storie di Blue Monday e Ravioli di Mele

Il Blue Monday si sà ci rende tristi… oddio, forse voi lo sapete, a me sembra un solito schifoso lunedì (i lunedì li ho apprezzati solo quando lavoravo a Roma ed eravamo chiusi e non essendo una parrucchiera ho ricominciato a non tollerarli quando ho smesso… non che i mercoledì siano migliori… anzi! Sono infidi perché troppo vicini all’inizio settimana è troppo lontani dal sabato, quelli sì che fanno schifo!)

Tornando a noi, dicevamo che ‘sto Blue Monday ci rende tristi, e cosa facciamo noi quando siamo tristi? Andiamo dalla parrucchiera!!!!! Ah no… è lunedì e sono chiuse.

Andiamo a prenotarci un viaggio!!!! Ah no… siamo poveri.

Allora cuciniamo va!

Ma stavolta cambiamo!

Facciamo una cosa che difficilmente cucineremo per noi!

Facciamo… facciamo…

I RAVIOLI DI MELE

Mmmmh direte voi!!!! Sta arrivando Carnevale!!!! Magari oltre alle frittelle ora si sono inventati anche i ravioli dolci!!!!!

AHAHAHAHAH ILLUSI!!!!!

Niente dolci! Stiamo ancora in punizione per Natale!!!

Ma ho deciso di preparare un primo piatto.

eccoli qui in tutto il loro splendore ?

Sono conditi con burro, salvia e pepe… dopo vi mostro anche piccole varianti.

La ricetta l’ho ripresa da un libro che ho qui da anni e ve la riporto fedelmente.

RAVIOLI DI MELE

Ingredienti per 4 persone

LA FARCIA:

600 gr di mele (ho usato le smith per il terrore del sapore dolce)

100 gr di prosciutto cotto (ho usato quello arrosto)

4 cucchiai di parmigiano

4 cucchiai di pangrattato

1 uovo

120 gr di burro

4 foglie di salvia (ne ho aggiunta qualcuna in più)

Sale

Pepe

Noce moscata

LA PASTA:

200gr di farina 00

2 uova

1 cucchiaio di olio evo

Acqua tiepida

PROCEDIMENTO:

Impastiamo la farina con l’olio, le 2 uova, qualche cucchiaio di acqua tiepida (ne ho messi 4) e un pizzico di sale. Lavoriamo il tutto fino a che non avremo un panetto, e lasciamolo riposare per 20/30 minuti.

Intanto prepariamo la farcia. Spelliamo e grattugiamo le mele (oppure le frulliamo col minipimer, ma devono essere prima tagliate a pezzetti piccoli) e le facciamo rosolare in padella con 20 gr di burro e il prosciutto tritato (se desiderate una consistenza più cremosa potete frullare anche quello)

Quando il composto si staccherà dalle pareti è pronto! Spegniamo, mettiamolo in una boule e aggiungiamo la noce moscata, il parmigiano, sale, pepe e l’uovo. Il pangrattato lo aggiungeremo per ultimo per regolarci sulla consistenza.

Stendiamo la pasta in una sfoglia sottile: io ho utilizzato la “nonna papera”, ma se volete farvi i muscoli va bene anche a mano!

Ora tagliate i ravioli come preferite voi. Io ho usato le forme, ma siete liberi di usare qualsiasi metodo (siamo in democrazia ????) l’importante è che si possano farcire! Dopo tutta questa fatica -perché non prendiamoci in giro, fare i ravioli è una fatica- li facciamo cuocere in acqua salata e intanto facciamo fondere il burro in padella con la salvia. Scoliamo e condiamo!!!!!

Bon Appetit!!!!! ????Questa è la ricetta CLASSICA del mio libro di ricette, ma mi sono chiesta… e se sopra ci mettessimo delle belle cipolle caramellate di Tropea????e se sopra ci mettessimo degli amaretti sbriciolati????? Il risultato?

Piatti vuoti ??????

La base è sempre la stessa. Mi sono solo limitata ad aggiungere particolari che dessero più sapidità e croccantezza!!!!

Ah si! C’è stato un altro se… e se con la pasta avanzata (perché ho lasciato mezzo panetto da sfogliare) ci faccio le fettuccine???? In conclusione? È stato decisamente un Blue Monday… per la mia bilancia ????????

Domeniche pomeriggio di fine novembre

Sdraiata sul divano al buio, con la stufa accesa, le candele che mi fanno compagnia e la musica di Yiruma in sottofondo mi godo questo pomeriggio domenicale…

Oggi dopo molto tempo sono sola e ho modo di pensare con calma a quale strada sto prendendo e a cosa voglio dalla vita…

e la risposta è semplice!!!

NON LO SO??????

Mi ritrovo in una fase della mia vita che devo necessariamente andare avanti, ma in quale direzione non lo so.

Mi sento una trottola che non si ferma, corro, faccio, ma non riesco a concludere nulla, non ho progetti a lungo-medio termine, ho poche aspirazioni, che mi autosaboto in una maniera esemplare…?

Ultimamente mi sento inadatta a tutto e se vedo chi mi sta intorno tra le mie conoscenze mi intristisco ancora di più…

Vedere che hanno successo in quel che fanno e sapere che dietro a quei successi ci sono rinunce, sacrifici e studi, ma non avere la forza di fare ugualmente mi fa sentire una fallita.

Ho paura di non farcela.

Non inizio.

MA a vedere chi ce l’ha fatta sto peggio.

E si, sono una codarda, non invidiosa sia chiaro, io queste persone le ammiro e le stimo per quello che hanno e fanno.

In preda a questi “bellissimi” pensieri oggi mi sono messa a fare ciò che mi riesce meglio e mi rende felice: cucinare.

…pesare la farina e usare la frusta per vedere montare le uova sotto i miei occhi grazie ai miei sforzi, sentire i profumi e aspettare che cuocia tutto sorseggiando una tisana alla menta per ritrovare il sorriso.

Questo so fare… so cucinare.

So dare armonia a ingredienti, so creare armonie di sapori, so sposare gusti completamente diversi fra loro.

E a pensare a questo il sorriso e la voglia di darmi da fare li ritrovo e mi viene voglia di aprire il pc e scrivere questo post senza molto senso…

Oggi grazie a questo ho preparato un ragù con salsiccia, macinato di vitello e ritagli di petto di pollo da conservare per i pranzi al volo quando non riesco a ritornare a casa in tempo, degli involtini di petto di pollo, broccoletti bolliti e luganica e patate al forno per questa sera a cena.

Ho iniziato a fare le prove per i dolci di Natale, ovvero prove tecniche per i pomeriggi freddi e tristi, e ho tentato i Brownies al cioccolato usando l’olio al posto del burro, sono usciti veramente troppo dolci, quindi prima di postare la ricetta preferisco fare altre prove…

Ma stasera ci sarebbe stato bisogno di un mio comfort food che amo particolarmente. L’ho fatto pochi giorni fa e non potevo rifarlo, ma vi lascio la ricetta… magari anche voi passate delle giornate NO e vi dovete coccolare in qualche modo.GNOCCHETTI CON VONGOLE SU LETTO DI CREMA DI BROCCOLETTI

Ingredienti per 2 persone

250gr di gnocchetti di patate

125gr di vongole già sgusciate

broccoletti ripassati in padella (magari avanzati dalla sera prima)

olio evo

peperoncino

sale

vino bianco per sfumare

aglio

Procedimento

Inanzitutto se abbiamo la fortuna di prendere le vongole fresche bisogna farle spurgare con acqua e sale grosso per almeno mezza giornata, dopodiché sciacquiamo e le mettiamo in una padella per farle aprire, una volta aperte togliamo le valve, lasciandone solo alcune per decorazione.

Mettiamo in una padella l’aglio, il peperoncino e l’olio evo a soffriggere.

Nel frattempo mettiamo a bollire l’acqua per gli gnocchetti.

Appena il soffritto è pronto togliamo l’aglio e mettiamo le vongole a cuocere per 10 minuti e sfumare con il vino. Spegnamo e lasciamo riposare.

Intanto prendiamo i broccoletti ripassati in padella, quelli buoni avanzati la sera prima. Se non sono avanzati, prepariamo una padella dove metteremo olio evo, un’acciughina (anche ¾) sott’olio, peperoncino e aglio, soffriggiamo (si, a me piace il soffritto) e aggiungiamo i broccoletti precedentemente bolliti e li facciamo insaporire bene bene.

Spegniamo i broccoletti e ne prendiamo ¾ (il resto lo usiamo per guarnizione, se non ce li finiamo prima) e insieme a un pò d’acqua di cottura (della pasta o degli stessi broccoletti) li trasformiamo in una crema densa grazie al minipimer.

Intanto l’acqua bolle, saliamo e mettiamo gli gnocchetti, li togliamo quando salgono e li spadelliamo insieme alle vongole.

Impiattiamo!!!! Crema di broccoletti sotto, gli gnocchetti con le vongole al centro e i broccoletti rimasti (forse) sopra come guarnizione, un filo d’olio a crudo e…

Buon Appetito!!!!

(vi assicuro che con questo piatto i brutti pensieri scappano via )

…nel frattempo sono passata da Coez a Dalla… perché io sono così… non ho un perché neanche nella musica.

Un pomeriggio nel 1800 alla corte sabauda…

Domenica pomeriggio a Torino ho fatto un piccolo viaggio nel tempo.

Non è servito nessun macchinario particolare, macchine DeLorean e Elmett Doc Brown (anche se mi sarebbe piaciuto eh!?) per trasportarmi in un salotto del 1800 nel regno sabaudo, ma semplicemente è bastata l’atmosfera di Torino e dei suoi antichi caffè, la sua storia e un’iniziativa fantastica che alcuni caffè portano avanti nei week end: LA MERENDA REALE

Ne esistono 2 versioni: quella del 1700 e quella del 1800.

Solo alcuni caffè storici nei week end aderiscono a questa iniziativa, dopo aver fatto un corso di Bon Ton sabaudo con un’esperta delle tradizioni di Casa Savoia.

Ma cos’era la merenda reale? Secondo la tradizione è nata appunto nel 1700 e serviva a calmare la fame dei nobili tra un pasto e l’altro, infatti si poteva servire dalle 14 alle 22, e aveva come ingrediente assoluto il CIOCCOLATO (e cos’altro a Torino?)

La differenziazione sostanziale, mi hanno spiegato, tra le due merende è che se nel 1700 bevevano la CIOCCOLATA CALDA, che ancora oggi si può degustare seguendo la ricetta originale (cioccolata fondente e acqua calda) e i bagnati che sono biscottini da pasticceria da inzuppare, i diablottini e i torroncini, nel 1800 entra in scena il famosissimo BICERIN, diventato poi simbolo di Torino, che veniva accompagnato sempre dai bagnati, dai diablottini, ma in aggiunta si mangiavano anche panini al burro, cri cri (di cui sono follemente innamorata) e i nocciolini che ho scoperto sono una droga dolcissima.

Domenica pomeriggio siamo entrati dentro il Caffè San Carlo situato nell’omonima piazza al centro di Torino. Edificio storico e fondamentale per la storia stessa di Torino, che ci ha accolto con i suoi stucchi e marmi e accompagnati dai camerieri ci siamo immersi e goduti questa esperienza.

Se siete di Torino o semplicemente vi trovate a passare fermatevi perché è un’esperienza che merita veramente tanto e anche il costo è veramente contenuto se rapportato a ciò che si sta vivendo (10.00€ la merenda del 1700 e 12.00€ quella del 1800) ora dopo tante foto belle vi allego la mia facciona bella satolla a fine merenda che bisogna riequilibrare un pochino qui eh!?!?!?????