Il BED e i DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)

Lo ammetto, potevo scegliere un titolo più accattivante, più Figo, più easy, ma questo fondamentalmente sarà un articolo di pancia (ahahahahah faccio le battute) e non ho trovato alcun modo per poter indorare la pillola.

Perché dopo tanto tempo (si, lo ammetto, da troppo tempo non facevo un dannato post sul blog) ritorno a scrivere con un articolo del genere?

Perché non parlare dei confettino sbrilluccicosi o fare la solita ricetta per Halloween (che arriverà giuro) che ormai sono sempre le stesse e Dio che noia!?

Perché penso che nella vita ogni tanto serve anche essere serie e affrontare problematiche scomode, come ad esempio i DCA ovvero i Disturbi del Comportamento Alimentare.

Ieri sono stata ospite al Policlinico Umberto 1ª a Roma al UOC di psichiatria e DCA che si trova in via dell’università, 30 a Roma.

Sono andata in reparto e gli infermieri e gli addetti alla registrazione mi spiegavano che erano pieni di lavoro, che hanno subito tanti tagli e che stanno in serie difficoltà, infatti ad oggi stanno chiamando le persone che avevano preso appuntamento a dicembre, con due/tre giorni di preavviso.

Ho passeggiato fra i reparti e mi spiegavano che c’erano due modalità di accesso per eseguire la terapia, se ritenuta necessaria dopo i test, o tramite ricovero ospedaliero o tramite incontro più o meno giornalieri con gruppi di ascolto, seduta psichiatrica e pranzo lì, purtroppo l’ambulatorio è finito sotto i colpi di falce dei tagli alla sanità.

Alle 9 di mattina nelle varie stanze studio e nei corridoi ho incontrato tanta gente, tanti infermieri e professori, tanti ragazzi che potevano essere studenti o pazienti, ma tutti sereni e sorridenti come in un’oasi di pace.

Prima di entrare nel reparto di DCA Disturbi del Comportamento Alimentare sono andata giustamente a informarmi su cosa fossero questi fantomatici DCA e ho scoperto che oltre ai “classici” bulimia e anoressia ci sono tante sfaccettature a me sconosciute, o meglio, magari conosciute, ma mai ho pensato fossero dei veri e propri Disturbi dell’alimentazione e grazie a loro ne ho scoperto uno importantissimo.

Avete presente la scala di colori?

Ecco. Se penso a questo Disturbo per la società sarebbero grigio o bianco sporco.

È un disturbo, secondo me, socialmente accettabile, perché non è visibile come l’anoressia o bulimia.

È un disturbo che noi come società condanniamo, ma che alla fine non ci preoccupa perché difficilmente porta alla morte.

Qual’è questo disturbo così subdolo?

Il BED (binge eating disorder)

Ora vi incollo un articolo molto dettagliato e penso molto esaustivo per farvi capire cosa sia (io sono una cuoca e non una dottoressa)

Disturbo da alimentazione incontrollata

Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (traduzione italiana del termine Binge Eating Disorder; BED) è un disturbo che si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche in assenza di comportamenti di compensazione inappropriati per il controllo del peso.

Rispetto agli altri pazienti con disturbi dell’alimentazione, i soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata hanno mediamente un peso maggiore, una maggiore frequenza di sovrappeso o obesità, una età di esordio più varia (che può essere a qualsiasi età, mentre per anoressia nervosa e bulimia nervosa è soprattutto in età adolescenziale), una maggiore prevalenza anche nelle persone di sesso maschile. Spesso le persone con disturbo da alimentazione incontrollata si rivolgono ai centri per il trattamento dell’obesità, ma rispetto ai pazienti con obesità riportano una maggiore presenza di sintomi psichiatrici, in particolare depressione, disturbi d’ansia e di personalità.

Anche chi soffre di disturbo da alimentazione incontrollata prova un senso di vergogna e di insoddisfazione per il proprio corpo, anche se non necessariamente viene perseguito un ideale di magrezza estremo. Essi avvertono un profondo senso di disagio nel perdere il controllo con il cibo, ma a differenza dei soggetti con bulimia nervosa, non sempre danno un’importanza eccessiva al peso o alla figura corporea per valutare se stessi. Come le persone con obesità, le persone con disturbo da alimentazione incontrollata possono essere oggetto di discriminazione da parte degli altri a causa della loro condizione fisica.

Criteri diagnostici del disturbo da alimentazione incontrollata secondo il DSM-5

A. Ricorrenti crisi bulimiche. Una crisi bulimica è caratterizzata da entrambi gli aspetti seguenti:

Mangiare, in un periodo definito di tempo (es. un periodo di 2 ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili

Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o di non controllare che cosa o quanto si sta mangiando)

B. Le abbuffate sono associate con tre (o più) dei seguenti aspetti:

Mangiare molto più rapidamente del normale

Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieno

Mangiare grandi quantità di cibo quando non ci si sente fisicamente affamati

Mangiare da solo perché ci si sente imbarazzati dalla quantità di cibo che si sta mangiando

Sentirsi disgustato di se stesso, depresso o assai in colpa dopo l’abbuffata

C. È presente un marcato disagio in rapporto alle abbuffate

D. Le abbuffate si verificano, in media, almeno una volta a settimana per 3 mesi

E. Le abbuffate non sono associate con l’attuazione ricorrente di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa e non si verificano esclusivamente durante il decorso della bulimia nervosa o dell’anoressia nervosa

Specificare il livello attuale di gravità:

Il livello minimo di gravità è basato sulla frequenza delle crisi bulimiche (vedi sotto). Il livello di gravità può essere aumentato tenendo conto degli altri sintomi e del grado di disabilità funzionale

Lieve: 1-3 crisi bulimiche per settimana

Moderato: 4-7 crisi bulimiche per settimana

Grave: 8-13 crisi bulimiche per settimana

Estremo: 14 o più crisi bulimiche per settimana

(Fonte http://disturbialimentariveneto.it/disturbo-da-alimentazione-incontrollata/ )

Avete più o meno capito che Disturbo dell’Alimentazione bastardo è?

Ovviamente il web è pieno di articoli dove vi spiega cos’è se siete interessati a capirci di più.

Praticamente è un disturbo così silente (perché diciamocelo, in quanto hanno la consapevolezza o il coraggio d’ammettere che si ha un problema grave? Molti continuano a ingozzarsi di nascosto, senza farsi vedere, per non essere additati come feccia della società) che è difficile esca fuori e si chieda aiuto.

Ieri ho avuto testimonianza di una ragazza/signora che si ritenga soffra di BED ed era al reparto DCA per un day hospital teso a diagnosticarle o no il problema. (Ricordiamoci che esistono anche i Disturbi Alimentari Sottosoglia, ovvero quelli che pur necessitando di attenzione clinica, non soddisfano i criteri diagnostici per uno dei disturbi dell’alimentazione )

La sua giornata è iniziata presto per fare l’accettazione dove sono stati tutti veramente gentili e a domande un po’ “scomode” tipo: “fai uso di sostanze stupefacenti?” “Fai uso di lassativi?” le spiegavano che dovevano farle perché molti pazienti, affetti magari dagli altri disturbi, usano questi metodi per “compensare” poi l’hanno portata a fare le analisi del sangue e successivamente l’hanno pesata e misurata (2 volte perché l’hanno abbassata di 5 cm ed era inaccettabile), dopo aver fatto colazione ha iniziato a fare dei test che le hanno dato atti a diagnosticare problemi di depressione/autostima/psichiatrici e altri questionari per cercare di capire che disturbi alimentari abbia.

Finiti i test è andata a fare il colloquio con la psichiatra e lì è stata un fiume in piena.

Per tutto il colloquio ha sempre avuto la sensazione di poter scoppiare in lacrime ogni due secondi, ma nello stesso momento si stava liberando di tutti i suoi dubbi, i suoi problemi e le sue ansie.

Le ha raccontato la sua infanzia.

Del suo rapporto conflittuale con il cibo è la sensazione che lei non sia mai stata abbastanza per nessuno.

Le ha raccontato dei 200gr di pasta la sera all’una di notte e del panino dopo fino a sentirsi male, altrimenti non ti fermi.

Vuoi fermarti, ma ti fai schifo perché debole, quindi che senso ha fermarsi?

Le ha confessato che alla domanda “quando hai raggiunto il peso minore” non ha saputo rispondere perché non lo ricordava, non lo sapeva. È sempre stata così. È solo, nel corso degli anni, peggiorata, un crescendo.

Si ricorda però quando ha raggiunto il picco più alto di obesità. Del suo rapporto con l’ex è quello che ha vissuto.

Le ha raccontato che tutto ciò che ha vissuto prima lo attribuiva sempre agli altri definendosi la VITTIMA quando poi ha capito d’esser la sua peggior CARNEFICE

Le ha raccontato della voglia di sparire che delle volte le prende, della difficoltà di relazionarsi con le persone.

E sopratutto le ha raccontato della sua ossessione per il cibo. Tutta la sua vita ruota attorno al cibo, la sua professione addirittura.

Soffre di MISOFONIA (andate a leggere cos’è e le darete ragione)

Odia vedere la gente mangiare e magari lei in quel momento non può.

Le capita nei momenti di “down” (così li chiama lei) di pensare a un determinato cibo e finché non se lo mangia (Ovviamente non uno ma più possibile) non riesce a dormire.

Se non può mangiare ciò che vuole diventa cattiva, rabbiosa e si calma solo quando ha quel cibo in mano

Racconta che lei non ha una percezione veritiera del suo corpo, lei si pensa molto più magra di quello che è, e quando s’imbatte nella realtà mangia per disperazione

Lei non usa lassativi, non si induce il vomito, lei non si opererà per dimagrire.

Perché ha capito che se non risolve il suo problema psicologico con il cibo lei potrà usare tutti gli espedienti del mondo, ma sarà sempre una donna a metà.

Lei ha la consapevolezza che si può cambiare, ma che le serve una grande mano

Giovedì le diranno Se questa mano gliela daranno all’ UOC DCA del Policlinico Umberto 1ª

Questa ragazza la vedo ora riflessa al mio specchio con le lacrime che stanno per scendere, ma felice che con questo post possa aiutare anche qualcun’altra persona.

E poi ieri Roma mi ha detto CORAGGIO presentandosi così: non potrà che andare bene ❤️

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