Cronache dal Salento parte 8 ? (Lecce e le sue meraviglie)

Domenica mattina all’insegna della cultura (anche prevedendo il carnaio che ci sarebbe stato in spiaggia essendo domenica) e abbiamo deciso di puntare a Lecce. 
Non sapevamo un granché di Lecce, se non solo che fosse bellissima a detta di tutti. 
Abbiamo cercato di organizzarci su internet, ma in realtà eravamo completamente disorganizzati  
Io ormai l’ho presa un po’ come filosofia di vita, quella di vivere un po’ alla giornata, S.U. un po’ mi ha sorpreso, organizzato com’è suo solito, tant’è che siamo partiti ed è stata la cosa più intelligente che avessimo potuto fare! 
Il centro storico di Lecce non è bello. Di più! Siamo entrati da Porta Napoli (davanti all’obelisco) e sembrava avessimo messo piede in un altro mondo, in un’altra epoca. 
Rimaniamo senza fiato e iniziamo a passeggiare per la via principale, fra i negozietti tipici di souvenir e cose vintage, per arrivare al Duomo passando per il museo della cartapesta e ci perdiamo nella pietra bianca e le case piene di fiori… 
Fa caldo, tanto, e cerchiamo un po’ di conforto dentro al duomo che con i suoi giochi di luce e sculture meriterebbe un post a parte. È bello, maestoso e da profana quale sono è fresco. 
Usciamo e vista l’ora, siamo arrivati alle 12:00, siamo andati alla ricerca del pranzo. Avevamo visto su internet dei vari indirizzi di bracerie, dando per scontato, stolti laidi che non siamo altro, che fossero aperti, di domenica a pranzo. Mai errore fu più grave: Lecce è uguale a Nardó la domenica. Al di lá dei locali per turisti al centro storico il resto era tutto chiuso ????? e quindi niente braceria ?
Alla fine del nostro girovagare abbiamo deciso di fermarci in un posto veramente trendy e carino. A discapito di una pucceria dove servivano tutto in piatti di carta. La lezione della sera prima mi sarà servita secondo voi!? NO! E infatti posto fighissimo. Ma da mangiare veramente deludente. E non è perché io sono del mestiere, ne perché sono patita di piatti gourmet (portatemi in un’osteria e mi fate amica), ma se il posto valeva, il cibo no. Attesa straziante, e, parlo per me, friselle scondite, durissime e scialbe. Puoi metterci tutta la rucola che vuoi, ma se mi metti 2 pachino sconditi e due verdure grigliate secche mi fai incazzare. E se il tuo tagliere di salumi regionale consiste in mortadella, prosciutto crudo, lombetto, finocchiona e salame Milano un pó rido. 

Finita questa parentesi culinaria siamo andati a piazza Sant’Onofrio dove abbiamo preso un caffè al ghiaccio con il latte di mandorla al Caffè Alvino, famosissimo bar davanti all’anfiteatro romano. Buono? Di più! La mandorla impreziosiva il caffè rendendo ancora più buona questa bevanda! 

Ritornato il sorriso siamo andati a vedere il famoso Sedile, i resti dell’anfiteatro romano e la famosa colonna con la statua imponente di Sant’Oronzo, poi siamo ritornati verso il Duomo. Io ad ogni vetrina mi innamoravo sempre di più delle “comari salentine” piccole statuine meravigliose, tutte colorate, di terracotta, cicciotte come me ?

Ma alla fine ho comprato 2 piatti fatti a mano bellissimi, che saranno ancora più utili rispetto alle comari ???? 

Passeggiando passeggiando, nelle posizioni solite, ovvero S.U. davanti con piglio militaresco e noi dietro, arriviamo a Porta Rudiae… e visto i nani stremati siamo ritornati indietro e a casa. 

Cosa mi riporto da questa visita!? 

  • La meraviglia di questa città sconosciuta. 
  • Il rammarico di aver trovato molte attività e musei chiusi
  • I colori brillanti e il bianco assoluto 
  • Le scritte argute che trovavi in giro
  • I luoghi che ti riempiono gli occhi 
  • E il caffè che ti riempie il palato
  • Aver visto la Bellezza e poterlo dire. 

Grazie Lecce ❤️

Cronache dal Salento parte 7 ? (come scoprire piccole perle in posti in cui non avresti dato una lira)

Vi ricordate quando a inizio vacanza ho solennemente proclamato: 

“Ogni giorno una spiaggia diversa! Così vediamo tutta la costa salentina!”

Ecco, proprio perché sono la coerenza fatta persona, è una settimana che non ci spostiamo da Lido Conchiglie. Ormai il parcheggiatore ci conosce così bene che  ieri non ci ha fatto pagare il parcheggio! (Secondo me a S.U. ha svoltato la giornata questa cosa) 

Appena arriviamo in spiaggia i nani cercano e perlustrano la riva alla ricerca degli amici e noi impieghiamo la nostra solita mezz’ora per sistemare ombrelloni ecc ecc e sembra che la giornata inizi senza grandi avvenimenti (abbiamo perso i bambini 2/3 volte, ma loro ci ritrovavano sempre) 

Una giornata, pur essendo sabato, tranquilla e rilassata. 

Ho provato a farmi dei selfie per dimostrare che ACCIPICCHIA anche io mi faccio il bagno, ma quando Dio stava distribuendo la fotogenia io ero in fila per la parmigiana, quindi capite da soli che selfie di me bagnata dalle acque del mare non ne avrete, ma lo faccio per voi sia chiaro ❤️

Ma posso farvi vedere che mi sto spellando, quindi anche tutta questa settimana di sole, protezione e crema lenitiva che costa quanto un rene non sono serviti a nulla… e si, sono abbastanza contrariata. 

La giornata al mare finisce come l’avevamo iniziata… più o meno. 

  • S.U. ancora non se la sente di guidare la macchina fino a un paesino qui vicino (il parcheggiatore gli aveva svoltato la giornata la mattina, i piani serali li stavamo concordando nel pomeriggio, che disdetta!) quindi decidiamo di mangiare comunque fuori, visto che se apri il frigo hai l’eco, e optiamo per un ristopub a Nardó: “RistoPizzaBlues” (su questo ci torneremo dopo) scelto perché offriva vasta scelta anche per i nani. 
  • L’interista si mette a giocare con un altro bambino (romano, e vi assicuro che in spiaggia incontriamo solo milanesi o torinesi, quindi è stata un pó una boccata d’aria per lui) e ne esce con una botta all’occhio sinistro su cui ha messo il ghiaccio per 3 ore
  • Il milanista che avevo bruciore per sfregamento dell’interno coscia, e quindi al ritorno è stato un lamento continuo
  • Io che… niente. Io stavo bene ? 

Torniamo a casa, ci sistemiamo e ripartiamo a piedi con S.U. davanti a noi con il suo fedele google maps e con piglio da sergente a indicarci la strada, l’interista lamentoso per la botta e il milanista che si era ripreso un po’ e io stile Maga Magó che non ho il phon mannaggia la miseria. Arrancando appresso a S.U. e girando mezza Nardò ci ritroviamo in questo pizzaristopub. Ovvero tutto e niente. Entriamo ed era pieno, ma un tavolo per noi c’era. Sono sincera, non ero particolarmente entusiasta. È un locale che troveresti ovunque. Ci sediamo e ci portano i menù. A portarceli una ragazza veramente gentile che ci spiega che molti cibi sono scritti in dialetto e che se vogliamo ce li traduce… incuriosita da questo preambolo apro il menù e rimango folgorata. 

Hanno piatti della tradizione. Non rivisitazioni. Ma della tradizione… per non parlare dei prezzi: stracciati. 

Guardo S.U. e gli sorrido felice come una bambina a cui è stata regalata una bambola. 

Tutti noi abbiamo preso un piatto tipico: l’interista la puccia (gigantesca è fatta da loro, Lele non se l’è finita e pretendeva la portassimo a casa per quanto era buona ???), il milanista le orecchiette con le polpettine e S.U. spaghetti con le cozze e io… da buona azzardatrice le “sagne torte e  ciceri niuri” mai assaggiate, mai provate e ho voluto tentare! E ragazzi miei che Poesia!!!! 

Il cecio nero, con i pezzettoni di pomodoro San Marzano fresco, così sodo e saporito si sposava perfettamente con le sagne ripassate (si vedeva e sentiva per la loro croccantezza) pregne di tutto il sugo. 

Buone! Buone! Buone!!!!

E ricetta da rifare assolutamente quando tornerò a casa insieme al pasticciotto leccese!!!!!

Così buone che ho promesso alle ragazze di ritornare prima d’andare via per provare altro! 

Ieri ho imparato una gran bella lezione, che conoscevo, ma che a volte scordo: non è il posto a far la cucina. Ed è proprio così. Ho scoperto un gioiello in un luogo dove mi aspettavo uno zircone. E ne sono felice… e spero che queste ragazze riescano nel loro sogno. 

Ah, da affamati quale eravamo, abbiamo anche preso una pizza: pomodoro, crudo e stracciatella… è piaciuta anche all’interista che non ama i formaggi. Ho detto tutto. ????

La prossima volta che andrò, però, punterò sul secondo… sono troppo curiosa!!!!!! 

Al ritorno ci siamo fatti una passeggiata e siamo ritornati subito a casa… oggi ci aspettava a Lecce e le sue meraviglie… attesa non delusa…

A domani con Lecce, il caffè di Alvino e le Massaie Salentine ??