Cronache dal Salento parte 6 ? (lo stretto indispensabile in spiaggia)

Ieri già ho spoilerato le condizioni della macchina: centralina che manda dati sbagliati e la macchina perde potenza, ma il meccanico ha resettato tutto e sembra che abbiamo “tamponato” il problema per ora.

Quindi dopo un mio sospiro di sollievo – S.U. oltre ad essere santo è anche LEGGERMENTE ansioso quindi niente sollievo – decidiamo di preparare panini e andarcene in spiaggia, e per rendergli un po’ più piacevole la giornata gli ho comprato un libro su quesiti matematici e di intelligenza 

Sempre detto che lui è quello empirico della coppia io quella pratica… e infatti… Viaggio in stato d’ansia e con l’orecchio teso per sentire il bip (che è mancato) arriviamo, paghiamo il posteggio e ci carichiamo tutto il necessario per sopravvivere in spiaggia:

  • Ombrellone grande
  • Ombrellone piccolo (indovinate quale era il mio)
  • 2 sedie Ikea
  • Box frigo con i viveri e 4/6 lt d’acqua
  • Zainetto dell’elettronica (indovinate questo di chi è) con dentro:
  1. Caricabatterie che pesa 10kg 
  2. Cuffie 
  3. Cuffie Bluetooth 
  4. Dobble
  5. Carte napoletane 
  6. Telefono vari
  7. Custodie impermeabili 
  • Borsa supertrendyfashiondipaglia con:
  1. 5 asciugamani
  2. 4 libri
  3. Cappelli
  4. Creme solari
  5. Voglia di vivere
  • Borsa dei giochi 

Insomma dicevamo: caricati come muli e scesi in spiaggia cerchiamo un buchino dove accamparci (dopo una settimana che frequentiamo questa spiaggia ho capito che il clou dell’affollamento è il giovedì è il venerdì, ma alle 12:00/12:30 la spiaggia si libera e ti puoi piazzare davanti al bagnasciuga ridendo in faccia a chi si è alzato alle 6:00 per occupare il posto) 

  1. Dopo una settimana abbiamo il piano di battaglia per la conquista della spiaggia: adocchiata l’area papabile dobbiamo correre prima che un altro dietro di noi faccia lo sprint finale e ci prenda il posto… relegando noi vicino all’immondizia. 
  2. Aprire come prima cosa le sedie! In modo che possiamo posare lo zaino della tecnologia e gli ombrelloni e non far sporcare nulla. 
  3. I bambini nel frattempo si sono già spogliati e stanno già nuotando in acqua. 
  4. Si inizia a scavare con la paletta un buco profondo per il primo ombrellone (vi immaginate un quasi quarantenne tendente a essere paragonato a un orso per struttura fisica e peluria con una paletta verde in mano? Ecco. E ridete. Io lo faccio sempre) e io faccio da assistente riempiendo il secchiello almeno 6 volte per rendere la sabbia pesante (una trantacinquenne che va a riempire il secchiello? Certo! Sono mamma! Ah i miei figli non hanno 6 mesi? Vabbè lo so io mica te che mi vedi fare avanti e indietro). Sistemato il primo ombrellone piantiamo anche il secondo e li fissiamo a dei pesi con le corde. Praticamente abbiamo sprecato mezza giornata così 
  5. Stendiamo i teli abbastanza larghi per delineare i nostri confini
  6. Ci mettiamo la crema
  7. Ci sediamo stanchi 
  8. I bambini tornano che hanno fame. ( arriviamo sempre per le 12:00 in spiaggia)

Finita questa routine normalmente i bambini incontrano nuovi e vecchi amici. Ieri l’interista ha fatto colpo su una bambina e sono stati insieme tutto il giorno. Bagno insieme, giochi insieme anche la merenda insieme. Ma alla fine mi ha confessato che non gli è piaciuto più di tanto perché lei ha invaso la sua PRIVACY e io lì non sapevo se ridere o piangere (ha 8 anni… se inizia così…).

La giornata procede molto tranquilla, nonostante il nervosismo palese di S.U.. Io stoltamente propongo di passare la serata alla sagra della Puccia (si, oltre a cucinare mi piace mangiare), ma è un’idea che mi viene repentinamente bocciata per via della macchina. 

Abbiamo avuto anche vicini di ombrellone abbastanza caotici. Una bambina che sembrava la figlia di Satana e i genitori che a un certo punto hanno messo musica latinoamericana molto, ma molto discutibile, ma sono andati via prima che buttassi a mare loro e la figlia. 

Verso le 18:00 la spiaggia inizia a svuotarsi e inizio ad apprezzare di più il mare, poi se S.U. mi porta anche il caffè con il ghiaccio non chiedo nulla di più 

Passa il pomeriggio calmo e lento, come piace a me, si palesa anche l’idea di andare a mangiare pesce a cena, come piace a me, ad un certo punto si sente un po’ di musica sulla riva e hai questo spettacolo ​

​un po’ come piace a me… 

Il mare… questo meraviglioso mare che ti fa riconciliare con te stesso, anche se stai in premestruo e vorresti uccidere la qualunque ​

​ed è arrivata l’ora di rifare i bagagli, ritornare a casa e cercare un posto dove mangiare pesce…

Peccato che i bambini si siano addormentati in auto, che S.U. era ancora nervoso (il libro nuovo non lo ha rilassato) che alla fine ho fatto la pasta con gli avanzi (le salsiccette famose cotte, un po’ di pisellini e mozzarella che ho usato per l’insalata di riso per il pranzo del 19, passata e cipolla) e siamo rimasti a casa…

Ma io e il milanista abbiamo deciso che se sabato gli altri non hanno voglia o non sono dell’umore, noi usciremo ugualmente ??????

Vedremo!!!!! ?

PS ma quanto mi piacciono le liste???? ?